| |
Del
02/02/2010 - 08:24:28, in Notizie dal Mondo della Mobilità
Articolo linkato 94 volte
«Sebbene il mercato di gennaio abbia chiuso con una forte crescita delle
immatricolazioni, frutto del consistente portafoglio ordini di vetture a basso impatto
ambientale accumulato negli scorsi mesi per effetto della scadenza degli eco-incentivi, il
livello dei contratti registrato dai concessionari a gennaio ha subito una brusca
contrazione, in certe zone un vero e proprio stop». Così Filippo Pavan Bernacchi,
neo-eletto presidente di Federaicpa, l’associazione che rappresenta il settore delle
concessionarie auto operanti in Italia, ha commentato i dati di immatricolazione di auto
nuove relativi al mese di gennaio 2010, diffusi oggi dal Ministero dei Trasporti.
Secondo Pavan Bernacchi, «tenendo conto che il portafoglio ordini è considerato
l’indicatore prospettico dell’andamento del mercato, se il Governo non interverrà al più
presto per rilanciare gli incentivi al rinnovo del parco circolante e non introdurrà misure
di supporto al settore dei veicoli commerciali e industriali - già pesantemente penalizzati
nel 2009 - includendolo tra i beneficiari della Legge Tremonti-ter, nei prossimi mesi
l’impatto economico-sociale sulle reti di vendita e di assistenza dei veicoli sarà
drammatico. Con cadute pesantissime sia sul sistema-Paese, poichè l’auto in Italia pesa il
12% del Pil, sia sulle centinaia di migliaia di addetti delle concessionarie e dell’indotto,
spesso non coperti dagli ammortizzatori sociali».
«Tali misure - ha aggiunto Pavan Bernacchi - rappresentano un sostegno
indispensabile per accompagnare l’intero settore fuori dalla crisi, stante una situazione
economica generale ancora preoccupante, e per proseguire nella direzione di un minor
impatto ambientale della mobilità. Tuttavia per favorire una ripresa di lungo periodo del
settore automobilistico, è indispensabile rivedere anche la fiscalità del comparto, in
particolar modo quella sulle auto aziendali, l’applicazione dell’Iva sulle auto con
detrazione 40%, l’eliminazione dell’Irap e l’aumento o l’eliminazione del tetto di
deduzione degli interessi passivi».
|